INTERSINDACALE UNIVERSITARIA DI BOLOGNA
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12 maggio 2012
Il processo di designazione dei nuovi Consiglieri di Amministrazione, ovvero come il Rettore Dionigi sta regolando i conti con l’Intersindacale
L’8 maggio scorso il Comitato di selezione nominato dal Senato Accademico, al fine di vagliare le candidature alla carica di consigliere d’amministrazione, ha concluso i suoi lavori; e ai Senatori è stata consegnata la rosa dei candidati che hanno superato il vaglio del Comitato stesso:
- 28 i candidati interni e 15 i selezionati;
- -ben 31 candidati esterni e 9 i selezionati.
In entrambi i casi i candidati erano esattamente il triplo degli eleggibili.
Mercoledì 16, a tappe forzate, il Senato si riunirà per votare.
Una prima considerazione riguarda la bassissima trasparenza di tutta la procedura: l’elenco dei candidati non è pubblico, come del resto non è pubblico l’elenco di chi ha superato la selezione.
Nel sito intranet di Ateneo non vi è alcuna traccia di queste operazioni; vaghissimi i criteri che risulterebbero adottati, più adatti forse ad una giustificazione ex post delle scelte fatte, che a render conto pubblicamente di come si scelgono i futuri amministratori di una prestigiosissima Istituzione pubblica.
Una seconda considerazione rileva che, caso vuole, nessun candidato, che abbia espresso pubblicamente posizioni critiche verso lo Statuto approvato dagli organi accademici nel luglio del 2011, ha superato la selezione. Tutti inadeguati alla carica ?
Anche per il Senato non era andata molto meglio: che i senatori siano stati eletti non assicura infatti di per sè il funzionamento di una democrazia rappresentativa, tanto più che la loro elezione è avvenuta in un contesto che ha visto diffusamente coincidere ill numero dei seggi esprimibili per area con il numero dei candidati stessi.
Tutta l’operazione di rinnovo degli organi accademici sembra dunque concludersi all’insegna del “compattare i ranghi” e dell’affinità stretta tra gli eletti negli organi ed il Rettore, assieme al gruppo dirigente a lui vicino.
Questo non ci stupisce, visto lo scontro aperto all’epoca del referendum sullo statuto, e vista la sordità a recepire il bisogno di democrazia che questo rappresentava.
Un governo dei “tecnici e dei migliori” anche per l’Università di Bologna? Ce lo auguriamo vivamente, malgrado tutto.
E, responsabilmente, continueremo a giudicare dalle scelte che saprà fare.
